“Ancora cinque minuti e lo spengo.”
Se hai un figlio adolescente, questa frase la conosci.
E probabilmente la conosci anche perché l’hai detta tu.
Questa settimana è uscito uno studio che finalmente mette dei numeri veri dietro quei “cinque minuti”. E i numeri non sono piccoli.
Lo hanno pubblicato il 19 ottobre su JAMA Pediatrics, una delle riviste di pediatria più autorevoli al mondo.
I ricercatori hanno seguito 425 ragazzi americani di 14–15 anni per oltre 7.500 notti.
La differenza rispetto a tanti studi precedenti è il metodo:
Quindi niente questionari del tipo “quanto usi il telefono la sera?”, a cui tutti rispondiamo un po’ al ribasso.
E c’è un’altra cosa furba: ogni ragazzo è stato confrontato con sé stesso. Le sere “con più telefono del solito” contro le sue sere normali.
Nelle sere in cui i ragazzi usavano il telefono dopo le 22 più della loro media:
+65 minuti per addormentarsi
−20 minuti di sonno totale
Un’ora di ritardo, in pratica.
E non è un effetto “tutto o niente”: ogni minuto in più di telefono dopo le 22 si traduceva in quasi un minuto di sonno spostato in avanti. Più tardi era il limite considerato, dalle 20 a mezzanotte, più l’effetto cresceva.
C’è anche un secondo dato, meno noto ma interessante: usare il telefono proprio negli ultimi minuti prima di addormentarsi era legato a più risvegli nella prima mezz’ora di sonno.
Tradotto: il telefono non solo fa dormire meno. Fa anche dormire peggio, proprio all’inizio.
Venti minuti sembrano pochi.
Ma gli esperti dell’American Academy of Sleep Medicine raccomandano ai ragazzi tra 13 e 18 anni dalle 8 alle 10 ore di sonno a notte. Molti adolescenti ci arrivano a fatica già senza telefono, perché la sveglia per la scuola non si sposta.
Se ci si addormenta un’ora dopo e ci si alza alla stessa ora, quel sonno non si recupera.
Te lo diciamo sempre, anche quando la notizia ci piace.
È uno studio osservazionale: mostra un legame forte, ma non è la prova definitiva che sia il telefono a causare il ritardo. Potrebbe anche essere che nelle sere in cui un ragazzo non ha sonno, prenda di più il telefono.
Altri limiti: erano solo ragazzi americani e solo con telefoni Android.
Però i punti di forza sono veri: dati oggettivi, tante notti, confronto con sé stessi. E soprattutto il consiglio che ne deriva non costa nulla e non ha effetti collaterali.
Alle 22 il telefono va in carica fuori dalla camera.
Tre trucchi per farlo funzionare:
E se tuo figlio fa fatica ad addormentarsi, prima di chiedere in farmacia una soluzione “in bustina”, prova per due settimane questa regola. Spesso il primo rimedio è il più semplice.
Hai un dubbio sul sonno dei tuoi figli (o sul tuo)? Scrivicelo: le domande migliori diventano video.
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